25/12/2006 - 19:55
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Terme Lombardia

Terme Lombardia

Terme Lombardia: Avete mai sognato di abbandonarvi a mani sapienti per un massaggio tutto relax o di acquistare in poco tempo un aspetto sano, ringiovanito? E allora perché continuare a sognare? La Natura ci mette a disposizione uno strumento antico e meraviglioso per farci star bene dentro e fuori: l'acqua! Ne siamo composti al 60%, sappiamo che non ci possono essere forme di vita senz'acqua e uno dei nostri bisogni primari è bere, per non parlare del significato simbolico che essa assume in tutte le culture e religioni: insomma, l'acqua è scientificamente e psicologicamente un elemento vitale!

L'acqua, fonte di salute
Agli effetti della Legge 16 luglio 1916, n. 947, sono considerate acque minerali quelle che vengono adoperate per le loro proprietà terapeutiche od igieniche speciali, sia per bibita sia per altri usi curativi Si noti che il termine "minerali" riferito alle acque non indica la presenza di sali minerali, ma l'utilizzo a scopo terapeutico. Contengono infatti sostanze minerali anche le acque di rete ma non per questo possono essere denominate "minerali".
L'acqua di ogni sorgente termale per poter essere utilizzata in terapia deve essere autorizzata dal Ministero della Sanità. Il Ministero che autorizza singolarmente ogni acqua per ogni metodica d'impiego e per tipo di patologia richiede una serie di relazioni e di studi al fine di verificare la costanza nel tempo delle caratteristiche, la presenza dei requisiti igienici ed il potere terapeutico.


Curarsi alle terme
La terapia con mezzi termali si definisce "crenoterapia", dal greco "crené" (sorgente).

Si distinguono essenzialmente due tipi di crenoterapia: crenoterapia interna e crenoterapia esterna.

La crenoterapia interna comprende questi metodi:

- idropinoterapia (somministrazione di acqua minerale per bibita)
- inalazioni
- insufflazioni

La crenoterapia esterna annovera invece questi altri metodi:

- balneoterapia
- antroterapia (grotte)
- peloidoterapia (fanghi)

Tutti questi metodi sono riconosciuti come mezzi di cura, se correttamente prescritti e somministrati sotto controllo medico, cosa che avviene in tutti i centri termali lombardi, per cui oggi si può parlare di medicina termale, una medicina naturale che soddisfa contemporaneamente i sostenitori della medicina tradizionale e quelli delle medicine alternative.

Tra le patologie classiche che possono guarire o migliorare grazie alla terapia termale vi sono le patologie croniche, cronico-degenerative e/o recidivanti a carico di vari apparati:

- Malattie otorinlaringoiatriche e delle vie respiratorie
- Malattie cardiovascolari
- Malattie ginecologiche e dell'apparato urinario
- Patologie dell'apparato gastro-enterico (sistema digerente)
- Malattie dermatologiche

L'impostazione scientifica è garantita dalla stretta collaborazione tra le stazioni termali e gli Istituti Universitari.
Ricordiamo però, in un'ottica scientifica, che gran parte dell'efficacia è legata all'ambiente termale nel quale tutto concorre a favorire il ristabilirsi dell'equilibrio fisico e psichico: presso una struttura termale ci si sente accolti, più che come "pazienti", come persone e si percepisce immediatamente che si è scelto di entrare in un luogo privilegiato in cui prendersi cura di sé; qui si prende coscienza delle proprie esigenze di salute e della necessità di impostarlo in modo da prevenire, più che curare in seguito, tutte quelle patologie che altro non sono se non il manifestarsi delle esigenze del proprio corpo, della propria psiche e della propria anima e le scelte di vita quotidiana, che spesso vengono messe a tacere dal ritmo e dalle scelte della nostra vita quotidiana.

La magia delle grotte
Con il termine antroterapia viene indicato un trattamento termale che prevede la permanenza del paziente in un ambiente, la grotta, caratterizzato da un particolare microclima ad azione terapeutica.
Le grotte sono escavazioni naturali formatesi negli strati rocciosi della crosta terrestre per fenomeni carsici o vulcanici, che possono essere suddivise, secondo la temperatura, in grotte naturali calde e fredde; di queste solo le prime vengono utilizzate in terapia.
In base al tasso di umidità, vengono ulteriormente distinte in grotte propriamente dette, se umide e stufe, se secche; sia il riscaldamento che l'umidificazione si verificano per la presenza di sorgenti di acqua termale (calda) e/o per l'adiacenza di fenomeni di vulcanesimo.

Per la cura nelle grotte vengono consigliate temperature comprese tra i 32 ed i 47 °C in quanto a valori superiori l'alto grado di umidità ambientale impedisce l'evaporazione del sudore, potendo generare ripercussioni a livello dell'apparato cardiocircolatorio e di tutto l'organismo.

Nelle grotte naturali secche (stufe) la terapia può invece essere effettuata a temperature molto più elevate, grazie alla secchezza dell'aria che, unitamente alla minore pressione atmosferica, realizza le condizioni per una sudorazione più profusa rispetto alle grotte, senza quindi rischio di causare una eccessiva sollecitazione dell'organismo.
A fini terapeutici vengono sfruttate temperature comprese tra i 50 ed i 70 °C.
Anche nelle stufe, molto importante per la terapia è la presenza di sostanze sospese trasportate dall'aria calda (zolfo, iodio, ioni, gas, sali minerali, etc.) e sono praticamente assenti batteri patogeni per l'uomo.
Le indicazioni terapeutiche principali dell'antroterapia sono costituite da:
artropatie degenerative, reumatismi infiammatori cronici in fase termale, artropatie dismetaboliche, infiammazioni croniche e recidivanti delle alte e basse vie respiratorie.
Come si svolgono le sedute nelle grotte?
I pazienti, a digiuno, entrano nella grotta indossando una cappa di tela. I tempi di permanenza, le temperature ed il percorso da seguire all'interno delle grotte o stufe sono predeterminati.
Terminato il soggiorno in grotta il paziente viene a volte sottoposto ad una doccia (Ablutorium) con acqua minerale.
La doccia può essere sostituita dal bagno termale.
Terminato il trattamento il paziente, avvolto in biancheria calda soggiorna per 20-40 minuti in camerini di riposo (Cubiculum) per la reazione termale.

Ritorno alla terra
Il fango si compone di una parte solida ed una parte liquida (acqua minerale) e viene utilizzato in terapia sotto forma di "impacco".
La componente solida comprende generalmente una parte inorganica ed una parte organica, la prima essendo costituita principalmente da argilla.
I benefici di questa terapia provengono sia dal tipo di acqua e gas contenuti nel fango, che esercitano i loro effetti benefici attraverso la pelle, sia dall'azione biologica e terapeutica del calore con cui viene effettuata; essa svolge un'azione antiinfiammatoria, analgesica, di rilassamento del sistema nervoso, di risanamento della cute e di riattivazione dei processi metabolici.

La fangoterapia viene effettuata in stazione termale in appositi camerini.
Il paziente accede alla terapia preferibilmente al mattino e comunque a digestione ultimata. L'applicazione del fango sulla superficie corporea è affidata a personale esperto che segue le direttive indicate dal medico termale; il fango viene uniformemente distribuito sulla superficie cutanea della regione o delle regioni da trattare in uno spessore di circa 3-10 cm., alla temperatura di 45-50 °C. Il paziente viene successivamente ricoperto da lenzuola, tele cerate e coperte per ridurre la dispersione del calore. La durata di ogni applicazione è di 15-20 minuti.

Al termine della seduta il paziente si sottopone ad un bagno o ad una doccia di pulizia con acqua di rete o minerale, alla temperatura di 37-40 °C. Successivamente si trasferisce in una cabina (singola o per più persone) dove, opportunamente coperto, soggiorna per circa 30-60 minuti in posizione sdraiata o semisdraiata.
Questa fase della terapia viene definita "reazione". Durante questo tempo continuano le reazioni biologiche indotte dalla fangatura, gli adattamenti delle funzioni corporee allo stress e l'azione terapeutica complessiva del fango.
L'effetto più evidente è costituito dalla intensa sudorazione che comincia durante l'impacco di fango e continua nel periodo di reazione.
Un ciclo di fangoterapia comprende in media 12-15 applicazioni a cadenza giornaliera, fino ad una durata massima di tre settimane.