Il Castello Morando Bolognini a Sant'Angelo Lodigiano ospita ben tre musei. Nel
1933 la contessa Lydia Caprera Morando Bolognini creò in memoria del marito l'omonima
fondazione con finalità di ricerca e divulgazione in agricoltura e adibì il castello a museo.
Esso offre la visita di 24 saloni che accolgono la vasta collezione della famiglia Bolognini,
iniziata nel Seicento. Il castello ospita oggi anche il Museo Lombardo di Storia
dell'Agricoltura, segnalato per il premio "European Museum of the Year Award 1982", che
delinea la storia delle tecniche agrarie. Il Museo del Pane illustra le varie tecniche di panificazione
ed espone 500 forme di vero pane italiane, europee ed extraeuropee.
La storia lombarda fu segnata, nel 568, dalla discesa dei Longobardi, i quali diedero il nome alla terra che costituiva il cuore della loro conquista: la Longobardia, appunto. Le poche vestigia di età altomedievale testimoniano di una cultura barbarica che il cristianesimo ha saputo mitigare.
Sabbioneta non esaurisce il suo fascino nelle sue straordinarie opere architettoniche: il
Palazzo Ducale, il Palazzo Giardino, il Teatro all'Antica. La città offre, infatti, un fitto
calendario di eventi. A giugno, in ricordo del leggendario Tazio Nuvolari, si disputa
nella piazza d'Armi il Trofeo Città di Sabbioneta, prova di abilità per auto storiche. A
settembre il Palazzo Ducale ospita la Mostra Mercato del Libro e della Stampa antichi,
in contemporanea con la Mostra di libri antichi della "Libreria Grande" di Vespasiano
Gonzaga. Un nutrito cartellone di musica e prosa anima il Teatro all'Antica.
L'austera nobiltà delle basiliche di Sant'Ambrogio a Milano e di Sant'Abbondio a Como, il suggestivo complesso monastico di Santa Giulia a Brescia, oggi ricco museo di arte paleocristiana e medievale, possono rappresentare l'inizio di un ideale percorso nella storia e nell'arte lombarde.
Un primo motivo conduttore che ci guida attraverso la storia dell'architettura lombarda è quello dei castelli, delle fortezze e delle mura a difesa
delle città. La tormentata storia militare della regione è documentata proprio dal grande numero di strutture difensive che, tra Medioevo e Rinascimento, furono edificate ovunque, nelle città più importanti come nei borghi e nei punti di importanza strategica. La Rocca Scaligera posta a guardia della darsena di Sirmione, i castelli viscontei di Voghera, Pavia, Belgioioso, Chignolo Po, solo per citarne alcuni, sono strutture la cui originale funzione militare è stata in seguito trasformata a scopo residenziale attraverso abbellimenti affidati a grandi artisti come Bernini e Bramante. Il Rinascimento, che sotto gli Sforza coincise con il momento di massima espansione dell'influenza politica lombarda, ebbe un'importante elaborazione nei complessi difensivi. La mole poderosa del Castello Sforzesco di Milano presenta l'insolita caratteristica dell'aggiunta novecentesca della torre in corrispondenza della porta principale, edificata per sostituire quella originaria che era crollata.
Il castello di Vigevano, alto sulla città, è costituito da un articolato complesso di edifici che includono il palazzo Ducale. La dominazione veneziana su Bergamo ha lasciato la gigantesca fortezza cinquecentesca, circondata da un perimetro di oltre cinque chilometri di mura, che culmina nella Rocca dominante sulla città. Anch'esso di eredità veneziana, lo spettacolare complesso fortificato di Brescia, detto "Falcone d'Italia", è uno dei più vasti e meglio conservati a livello nazionale e offre un' interessante testimonianza dell'evoluzione storica dell'architettura militare.
Il complesso monastico di Santa Giulia, di età longobarda, ospita oggi una ricchissima
collezione museale che spazia dai reperti archeologici di epoca preistorica e protostorica
all'arte romana, medievale e rinascimentale. Duemila anni di storia del territorio
sono narrati attraverso l'avvicendarsi di popoli e culture in un percorso di grande interesse
artistico. La collezione presenta anche una preziosa raccolta di arti applicate
(vetri, ceramiche, avori) di età neoclassica. Di là dal suo prezioso contenuto, Santa
Giulia esercita il grande fascino della sua struttura architettonica e dei numerosi eventi e
mostre temporanee che si succedono secondo un ricco calendario.
Accanto alle strutture difensive che sorgono all'interno delle città, di grande pregio e interesse sono i borghi fortificati, sorti in luoghi di
particolare importanza strategica.
Pizzighettone, che era un attivo porto commerciale sull'Adda, divenuto oggetto di contesa tra
Milano e
Cremona, in tempi diversi fu da entrambe dotata di un castello e di una cinta di mura tra le più imponenti della regione.
Soncino, rilevante per la sua posizione sull'
Oglio, fu circondata di un sistema di mura difensive varie volte modificato nei secoli. Grazie al restauro ottocentesco, notevole è lo stato di conservazione della cinta muraria e di sei dei nove torrioni. Ogni comunità cittadina riconosce uno spazio come pubblico, come luogo deputato alla
manifestazione degli
eventi e delle aspirazioni collettivi. Questo spazio, che rappresenta un centro al tempo stesso geometrico e ideale, è la piazza, erede dell'antica agorà, luogo della dialettica politica, del mercato, dei saltimbanchi, delle cerimonie civili e religiose. Proprio per questo alto valore simbolico, sulle piazze cittadine si affacciano le più alte espressioni artistiche, spesso per consapevole disegno delle autorità di farne la vetrina di comunità fiorenti. Ciascuna delle storiche piazze lombarde, nei capoluoghi come nei piccoli centri, afferma la propria centralità attraverso la presenza di qualche edificio rilevante per la collettività, che si tratti del duomo, del palazzo comunale o del palazzo ducale. Suggestiva è la visione d'insieme che offrono le
piazze di Rivarolo Mantovano, con i suoi antichi portici, di
Melegnano, con i suoi edifici medievali, di
Clusone, con l'orologio planetario incastonato nella torre del
Palazzo Comunale e di Voghera, con la sua pianta curvilinea e con l'elegante facciata del
duomo.
Il 7 dicembre per i milanesi vuol dire S. Ambrogio o, per meglio dire, Sant'Ambrös,
patrono della città. Per un giorno l'imperativo è dimenticarsi del business e lasciarsi trasportare
in giro per le bancarelle attorno alla Basilica di Sant'Ambrogio. Recarsi alla
Fiera degli Oh Bej Oh Bej è un'occasione per ammirare e acquistare mobili d'antiquariato,
prodotti d'artigianato e oggettistica varia o per prendere d'assalto gli stand
gastronomici disseminati lungo il percorso. E se sciarpe e cappotti non bastano a combattere
il freddo, ecco venire in aiuto il vin brulé, bevanda "ufficiale" della fiera, da
accompagnare alle altrettanto tipiche caldarroste.
Indimenticabili sono i giochi prospettici della piazza del Comune a Cremona che, con il Torrazzo, la Cattedrale, il Battistero, la Loggia dei Militi e il Palazzo del Comune, costituisce uno dei più importanti complessi monumentali italiani. La piazza Paolo VI di Brescia, con il Palazzo del Broletto e il Duomo Vecchio, edificato sulla pianta circolare di una basilica paleocristiana, affascina con la sua patina di antico. Ampia e ariosa, la piazza della Vittoria a Lodi presenta l'irregolare fuga dei suoi portici. Vigevano incanta il visitatore con quella che a buon diritto viene ritenuta una delle più belle piazze d'Italia. Ispirata da Leonardo e realizzata da Bramante, la piazza, con i suoi portici e con la concava facciata barocca del Duomo, è una delle più armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano.
L'arte e la città trovano un fertile terreno d'incontro nella realizzazione degli edifici sacri, monumentali testimonianze della fede condivisa,
opere che nel colossale impegno di lavoro e di denaro danno conto della profondità del valore spirituale che esse celebrano. C'è un'ovvia corrispondenza tra l'elevatezza di un valore emotivo e spirituale e la sua esaltazione attraverso l'arte e questo è pienamente verificabile attraverso la ricchezza architettonica, figurativa e decorativa degli edifici sacri. Il grandioso
Duomo di Milano, edificato per volontà di
Gian Galeazzo Visconti, costituisce fuor di dubbio una delle più alte realizzazioni dell'architettura gotica a livello mondiale. L'impianto romanico del Duomo di Cremona, dalla maestosa facciata impreziosita dagli archi del portico e della loggia, nel Cinquecento è stato arricchito all'interno da affreschi di grande impatto scenografico. La
Basilica di Sant'Andrea, a Mantova, è alta testimonianza dell'equilibrio rinascimentale che è la cifra del suo architetto, Leon Battista Alberti. Poco fuori Pavia sorge la celebre Certosa, uno dei gioielli del Rinascimento italiano. I marmi policromi della facciata, i pinnacoli che ne slanciano la geometria, le statue, i medaglioni e le bifore che la movimentano, ogni minimo dettaglio, sia dell'esterno che degli interni, suscita stupore e ammirazione. Solenne testimone della storia, il Duomo di Monza si presenta come un palinsesto su cui ogni epoca ha inciso il suo
Il Castello di Belgioioso e il suo vasto giardino ospitano ogni anno, a settembre, "Parole nel
tempo", la fiera della piccola editoria. La manifestazione permette al pubblico di incontrare,
accanto a editori piccoli ma tuttavia affermati, quella coraggiosa editoria che sopravvive relegata
ai margini della distribuzione, difficile da conoscere e incontrare attraverso i tradizionali
canali del mercato librario. Questa è l'occasione per conoscerne i cataloghi e l'attività.
segno. Sorto sulla sede di una cappella longobarda intitolata alla regina Teodolinda, il Duomo accoglie le più diverse influenze artistiche fino
al barocco e al rococò. Non stupisce, dunque, che in questo luogo così denso di storia sia custodita la Corona Ferrea dei re longobardi. Uno dei temi dominanti dell'Umanesimo fu quello della ricerca di una nuova relazione tra l'umano e il divino, tra la dimensione spirituale e quella terrena. Nacque una nuova consapevolezza della dignità dell'uomo e, con essa, l'attenzione per lo spazio in cui egli vive e si muove. Questo è il contesto culturale da cui presero avvio gli studi di urbanistica, che miravano alla realizzazione dell'utopia rinascimentale dell'armonia e della misura. Questo sogno è rimasto essenzialmente circoscritto nei trattati, ma ebbe tuttavia una parziale concretizzazione ad opera di alcuni uomini che seppero
interpretare il loro tempo. A Sabbioneta Vespasiano Gonzaga progettò di costruire una piccola Atene, una città in cui trionfasse l'ideale classico dell'equilibrio, particolarmente realizzato nel Palazzo del Giardino e nel Teatro all'Antica. Il cardinale Branda Castiglioni trasfuse il suo progetto di un modello urbano rispondente alla sua profonda cultura umanistica nella riedificazione dei luoghi fondamentali di Castiglione Olona, tra i quali
il suo palazzo, la Collegiata, il Ginnasio e la Chiesa del Corpo di Cristo accrescono la suggestione di questo borgo. Se c'è, tuttavia, una città che
sa esprimere appieno lo spirito del Rinascimento, questa è la Mantova dei Gonzaga. La città reca l'impronta di una dinastia che sull'amore per
il bello ha costruito la sua fama. Dalle stanze dell'immenso
Palazzo Ducale, rese celebri dall'opera di
Mantegna, e da quelle del raffinato
PalazzoTe, splendidamente affrescate da
Giulio Romano, traspare quella concezione laica che spinse gli spiriti più inquieti del Rinascimento a rendere la vita simile all'arte. L'amore per il bello e una certa visione edonistica della vita si ritrovano anche in molti palazzi e ville, gioielli dello stile di vita gentilizio, che uomini dal raffinato gusto artistico commissionarono a geniali architetti, scultori e pittori. Numerose sono le ville che sorgono in luoghi ameni, in cui l'aristocrazia lombarda cercava la quiete della natura. La provincia di Varese vanta la presenza di notevoli edifici:
villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, villa Cicogna Mozzoni a Bisuschio, villa Menafoglio Litta Panza a Biumo Superiore e villa Toeplitz a Varese
La Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, custodita nel Castello Sforzesco, conserva
un vastissimo patrimonio di stampe, disegni e materiale fotografico. L'immensa
collezione, che oggi conta circa un milione di pezzi, nacque per iniziativa dell'industriale
Achille Bertarelli che, appassionato cultore di stampe e fotografie, cominciò a
collezionarle alla fine dell'Ottocento. Nel 1927 la collezione venne istituita nella Civica
Raccolta intitolata a suo nome. Oggi essa rappresenta un patrimonio unico nel panorama
italiano e una dotazione culturale tra le più significative della città.
destano ammirazione per l'eleganza della struttura e per le decorazioni delle sale. Tuttavia uno dei loro aspetti più seducenti è quello dei giardini in cui la grazia architettonica delle scalinate, delle balaustre e delle fontane impreziosiscono l'elemento naturale. Tra le ville lombarde merita una
menzione particolare villa Borromeo Visconti Litta a Lainate, trasformata alla fine del Cinquecento dalla sua originaria funzione agricola in un autentico luogo di delizie per iniziativa di Pirro IVisconti Borromeo. Straordinario è l'effetto scenografico del Ninfeo, composto da una serie di stanze e grotte decorate con statue e singolari mosaici di ciottoli. Ciò che rende unico questo ?edificio di frescura? sono i bizzarri e spettacolari giochi d'acqua: zampilli e cascatelle si intersecano suggestivamente grazie a un sofisticato impianto idraulico, basato sulle successive elaborazioni di alcuni studi di Leonardo. Di notevole valore artistico è il palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno, che costituisce un ampio e ricco complesso monumentale. Per gli amanti dell'arte che visitano la Lombardia, la sindrome di Stendhal è un rischio sempre in agguato poiché, oltre alla immensa
quantità di affreschi, dipinti e sculture visibili nei palazzi e nelle chiese, la regione ospita musei di straordinaria ricchezza. La pinacoteca
milanese di Brera, che offre una delle più ricche collezioni italiane, venne fondata da Maria Teresa d'Austria come complemento all'Accademia di Belle Arti nel vivace quartiere degli artisti da cui prende nome. La pinacoteca presenta opere di eccezionale valore, soprattutto del periodo compreso
tra Trecento e Cinquecento. Di là da una considerevole dotazione di quadri stranieri, in particolare fiamminghi, sono esposte opere tra le più significative dell'arte italiana che spaziano tra quelle di
Ambrogio Lorenzetti,
Piero della Francesca, Raffaello, Mantegna, Bramante e Caravaggio.
La vivace ed elegante Vigevano, con i suoi caffè all'aperto e il suo centro animato, due
volte l'anno offre un evento suggestivo e spettacolare. A maggio e a ottobre le dodici
contrade si sfidano per la conquista del Cencio, opera d'arte di un concittadino, correndo
il Palio in onore del Beato Patrono della città, Matteo Carceri. In una magica atmosfera
d'altri tempi, cortei di nobili e popolani, in abiti di preziosissima foggia, con gonfaloni
e bandiere, al suono di tamburi e chiarine, rendono omaggio al Duca di Milano
venuto in Lomellina per il suo diletto. Sapori di cibi speziati, musica, danze e spettacoli
vari ricreano, nello scenario del Castello Sforzesco, un pezzo di Rinascimento.
La Piazza del Comune di Cremona è riconosciuta come una delle più belle e suggestive
piazze medievali d'Italia, ma non esaurisce da sola il fascino della città. Vale la pena
di distogliere lo sguardo dalle sue seducenti prospettive per godere dell'atmosfera
medievale della via di Porta Marzia e della Piazza delle Erbe. L'interesse artistico della
chiesa romanica di San Luca, di quella gotica di Sant'Agostino e della rinascimentale
San Sigismondo bene esemplificano la ricchezza culturale di questa città, che non ha
tuttavia rinnegato i suoi legami con la campagna da cui ha tratto la sua ricchezza.
Non minore e non meno meritata è la fama dell'Accademia Carrara di Bergamo, voluta all'inizio dell'Ottocento dal conte Giacomo Carrara, che ne edificò la sede e la dotò della propria collezione privata, che comprende soprattutto opere di pittori lombardi, veneti ed emiliani del Seicento e del settecento. Accanto a questi, l'Accademia ospita importanti sculture di
Donatello e
Canova e un'interessante esposizione di oggetti d'intaglio e di miniature. L'immenso patrimonio d'arte che la Lombardia ha accumulato attraverso la sua storia rappresenta certamente un forte elemento di identità e una comprensibile ragione di orgoglio. Tuttavia una regione così dotata di profonda vocazione alla modernità e al progresso non può esaurire la sua creatività artistica in una sterile passione antiquaria. La
Lombardia deve la sua vitalità al fatto di essere culturalmente propensa a guardare al futuro. Il secondo Ottocento e il Novecento, che hanno ormai assunto il fascino delle epoche concluse, sono stati per la Lombardia tempi non solo di grande espansione economica, ma anche di intensa trasformazione culturale. La capacità di accogliere il nuovo senza rinnegare l'antico è forse uno degli aspetti più positivi del pragmatismo lombardo. Senza nostalgia, dunque, la regione si è rivolta alle nuove forme di espressione artistica, ai nuovi stili e alle inderogabili esigenze dell'industrializzazione. Così, accanto alla grazia elaborata e fiorita del liberty, che fa mostra di sé sulle facciate di eleganti palazzi cittadini e nelle ville, la modernità lombarda ha accolto gli stimoli dell'architettura degli ingegneri e delle ardite e leggere strutture in ferro e vetro che sono l'espressione di una nuova sensibilità estetica. Segno dei tempi nuovi è l'attenzione per gli spazi dedicati al movimento, vero genius dell'epoca che va sorgendo. La stazione ferroviaria di Milano Centrale interpreta l'intenzione di colpire il viaggiatore fino
Bergamo è una città dal doppio volto che si evidenzia nella precisazione locale: c'è
una Bergamo "di sotto" e una "di sopra". La città bassa, tardorinascimentale e
barocca, è spesso trascurata anche se vanta chiese ricche di opere d'arte.
La città alta, invece, conserva l'atmosfera medievale nelle viuzze tortuose che corrono
all'ombra delle mura veneziane, di palazzi antichi e monumenti di celebrata bellezza.
La selva di campanili, torri e cupole che si erge sulla città e
la bellezza incomparabile di piazza Vecchia e di piazza Duomo racchiudono
l'identità di una delle città più affascinanti d'Italia.
dal suo arrivo con spazi ampi, solenni, luminosi. La galleria Vittorio Emanuele II, progettata da Giuseppe Mengoni, una delle più belle e più note vie coperte d'Europa, scorre sotto la copertura di ferro e vetro dei suoi quattro bracci e sotto la cupola che ne copre l'incrocio rappresentando una vetrina dell'eleganza e dello stile di vita cosmopolita del capoluogo. L'estetica della modernità, tuttavia, non si limita alla celebrazione degli aspetti privilegiati e fastosi della vita sociale. Anche la quotidianità del lavoro riceve la sua impronta in edifici che oggi sono diventati simbolo di un'epoca. Si parla di archeologia industriale per definire l'oggetto della nuova fruizione estetica rivolta alle testimonianze dell'età pionieristica della fabbrica. Milano e molte parti della Lombardia presentano numerosi edifici, risalenti alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento, suggestivi nella loro commistione tra funzionalità ed estetica. Palazzo Pathé, la sede milanese della casa cinematografica francese, presenta una bella facciata architettonicamente movimentata, mentre il fascino dell'attuale sede della Camera del Lavoro risiede nel rigore quasi austero delle sue geometrie. La regolare sequenza di bassi fabbricati di via Archimede rinvia a una realtà economica di laboratori artigiani, mentre la Cartiera Binda, lungo il Naviglio, presenta un imponente sviluppo verticale alleggerito dalle ampie vetrate. Di particolare interesse è la Casa del Fascio di Como, innovativo progetto dell'architetto Terragni, la cui facciata presenta un'alternanza di pieni e vuoti sottolineata dall'uso del marmo e del vetro.ottolineata dall'uso del marmo e del vetro.
Tra giugno e luglio Brescia diventa il centro di un evento di portata internazionale: la
festa del circo contemporaneo. La manifestazione invade gli spazi più suggestivi
della città: giardini, piazze, chiostri e cortili di palazzi storici. Il ricchissimo cartellone
è orientato verso una nuova concezione del circo: quello dell'acrobazia e della giocoleria
non finalizzate alla mera prova di abilità bensì presentate come rivoluzione
del tradizionale spettacolo circense, in cui la danza, la coreografia e la musica
diventano elementi chiave di una forma d'arte che esalta le potenzialità del corpo
umano dal punto di vista tecnico ed estetico.